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L'arte come esperienza sensoriale


Per chi come noi, difetta di uno dei cinque sensi (l’udito), è naturale domandarsi che tipo di percezione, sensazione o evento straordinario possa rappresentare il vivere un’esperienza come quella di essere “momento nell’opera di un artista”.

Pensando alle difficoltà che ci accompagnano nella comprensione del linguaggio, del senso compiuto e molteplice delle parole, del sottile significato di un’inflessione o di un tono della voce, all’universo di suoni e a melodie della natura intorno a noi e all’armonia della musica che il più delle volte percepiamo come figure dai contorni indefiniti più simili al rumore, pensando a tutto questo, abbiamo cercato di immedesimarci nelle vesti di chi, a differenza nostra, non vede ponendoci questo interrogativo:

- In che modo si può coinvolgere una persona non vedente dentro un’esperienza di questa portata?
- Quali strumenti si possono predisporre per facilitare la comprensione fisica del luogo e del momento?

La nostra risposta alla prima domanda è stata quella di avvalerci di metodologie di uso corrente per la comunicazione dedicata ai non vedenti progettando e allestendo una tavoletta in bassorilievo che rappresenta l’opera nella sua totalità. Grazie alle asperità presenti sulla sua superficie, il non vedente, servendosi del tatto e dell’ausilio dell’accompagnatore, potrà rendersi conto della sua posizione dentro la vastità dell’opera e costruire, di conseguenza, un’immagine propria che gli consenta di vivere il proprio momento emozionale. Noi non siamo in grado di immaginare quale sia la forma di questa percezione, ma conoscendo la particolarità di quello che riusciamo a comprendere, pur nella difficoltà dell’ascolto, sappiamo che quello che rimane ci avvicina agli altri, alla normalità.

L’immagine della “parabola dei ciechi” di Brugel scelta a corredo di questa nostra idea, che vorrebbe essere una proposta per allargare anche ai meno fortunati la possibilità di vivere un momento unico nel suo genere, sta a sottolineare la necessità che l’arte non deve essere prerogativa esclusiva di chi la può vedere, così come la musica non lo è per chi la può ascoltare.




Come nasce il progetto "Walk on water, never alone"?

Lo scopo di “Walk on Water, never alone” è quello di rendere partecipi i non vedenti ai quali è preclusa la possibilità di ammirare le forme e i colori di un’opera d’arte, ma che in questo caso la possono percepire come spazio dentro il quale muoversi.
Avvalersi di una metodologia già in uso da tempo nei musei e in alcune esposizioni d’arte, qualè la tavoletta tattile, ci è sembrato il modo più sicuro per conseguire un risultato positivo.

Le due ideatrici di questa iniziativa, essendo affette da deficit uditivo, si sono calate nei panni di persone non vedenti, paragonando le limitazioni dei rispettivi handicap e ispirandosi all’ausilio che gli apparecchi acustici consentono loro di percepire in modo accettabile voci e suoni, hanno dedotto che, allo stato attuale della tecnologia ausiliaria per non vedenti, l’uso di una tavoletta tattile potesse rivelarsi un aiuto soddisfacente.



A volte, anche le fiabe insegnano qualcosa

Luke: Oh, no! Ora non la tireremo più fuori!
Yoda: Cosi sicuro sei tu. Sempre per te non può essere fatto. Tu non senti ciò che dico!
Luke: Maestro, spostare delle pietre è una cosa: questo è del tutto diverso!
Yoda: No! Non diverso! Solo diverso in tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato.
Luke: D'accordo, ci proverò.
Yoda: No! Provare no! Fare. O non fare. Non c'è provare!
Luke: Non ci riesco, è troppo grossa!
Yoda: La grandezza non conta. Guarda me, giudichi forse me dalla grandezza? Non dovresti farlo infatti, perché mio alleato è la Forza, ed un potente alleato essa è! La vita essa crea ed accresce, la sua energia ci circonda e ci lega; illuminati noi siamo! Non questa materia grezza! Tu devi sentire la Forza intorno a te, qui, tra te, me, l'albero, la pietra, d'ovunque! Sì, anche tra la terra e la nave.
Luke: Tu vuoi l'impossibile!
SCENA - l’astro-caccia è riemerso dalla palude
Luke: Non posso crederci!
Yoda: Ecco perché hai fallito.

Sento come vedo

Di seguito proponiamo un parallelo figurato tra le due condizioni deficitarie, cecità e sordità, per esplicitare al pubblico “normale” come possa essere percepita la realtà da coloro che sono affetti da questi handicap.
La comparazione non esclude la possibilità che un non vedente può ascoltare senza problemi, così come una persona sorda può vedere chiaramente.

Vedo/Ascolto
bene

È la condizione che tutti conosciamo come normalità: dunque, distinguo chiaramente le forme, i colori e i suoni.

Vedo/Ascolto
con difficoltà

In questo caso non tutti i dettagli delle forme risultano chiari e definiti; alcuni colori sono irriconoscibili e ci sono tonalità acustiche che non riusciamo ad ascoltare.

Vedo/Ascolto
male

Le sagome, i colori, i suoni si mescolano in un insieme informe che richiede un notevole sforzo per essere ricondotto entro i parametri di un’immagine o di un dialogo.

Non Vedo /
Non Ascolto

È la condizione in cui viene preclusa qualsiasi possibilità di stabilire un rapporto sensoriale specifico, sia in ambito visivo quanto in quello uditivo.


Una mappa nel buio: entriamo nel loro mondo.

Nell’esempio che segue, di nessun valore scientifico perché pensato da grafici, tentiamo, per quanto sia possibile e verosimile, di disegnare uno schema che possa riassumere l’insieme delle percezioni che un non vedente potrebbe costruire dentro la propria realtà immaginaria.

Noi non viviamo la condizione dei non vedenti, ma conoscendo l’immagine, possiamo cercare di lanciare il nostro “The Floating Piers” verso la loro sponda.





Breve classificazione di stimoli sensoriali


TRAFFICO AUTO

TRAFFICO MOTO

TRAFFICO TRENO

TRAFFICO AEREO

TRAFFICO BATTELLO


VOCI UMANE

VERSI ANIMALI

SCIABORDIO

RUMORI AMBIENTALI


CALORE SOLARE

STABILITÀ PRECARIA

VENTO E FRESCURA

ODORI

Intervista doppia - Elisa e Fabrizio